Coronavirus

Cos’è il Coronavirus?

CoronavirusI Coronavirus sono una vasta famiglia di virus a RNA, identificati a partire dalla metà degli anni ’60 e così chiamati per la loro forma simile ad una corona se osservati al microscopio elettronico. Sono in grado di infettare sia alcuni animali come uccelli e mammiferi, sia l’uomo, causando sintomi che vanno da un comune raffreddore fino a malattie respiratorie più gravi e problemi all’apparato gastrointestinale.
Attualmente si conoscono 7 diversi tipi di Coronavirus in grado di infettare l’uomo, incluso il nuovo ceppo denominato SARS-CoV-2 (precedentemente 2019-nCoV), identificato per la prima volta a Wuhan in Cina a dicembre 2019 e in grado di causare la malattia “COVID-19”, dove da definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità,”CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui la malattia si è manifestata.
La principale differenza con gli altri tipi di Coronavirus conosciuti e di cui è “parente stretto” è il periodo di incubazione, che dura dai 2 agli 11 giorni, con un massimo di 14 giorni circa, e durante il quale pur non provocando alcun sintomo può comunque produrre un contagio.

La diffusione

Nonostante le eccezionali misure di prevenzione adottate dalle autorità cinesi, alcuni casi di COVID-19 sono giunti in altri paesi del mondo inclusa l’Unione Europea e di recente proprio l’Italia. Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte, Liguria e Trentino sono le prime regioni con casi italiani di Coronavirus, con una quarantena che coinvolge 50.000 persone, con cifre in costante aggiornamento. Sono a rischio di infezione le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree infette dal nuovo coronavirus, soprattutto in Cina. Pochi altri casi si sono manifestati in coloro che hanno vissuto o lavorato a stretto contatto con persone infettate in Cina.

Quali sono i sintomi del nuovo Coronavirus?

I sintomi più comuni comprendono febbre, tosse, rinite, mal di testa e sintomi gastrointestinali come in un raffreddore comune. Nei casi più gravi però l’infezione può arrivare a causare polmonite e una sindrome respiratoria acuta che può portare alla morte. Sono noti anche casi di insufficienza renale. Questi sintomi sono comuni a tutti i tipi di Coronavirus conosciuti, pertanto in caso di sospetto di malattia COVID-19 è necessario eseguire esami di laboratorio per avere una conferma della diagnosi.
Non tutte le persone affette dal nuovo Coronavirus manifestano i sintomi, oppure li manifestano in forme lieve. La maggior parte delle persone guarisce dalla malattia senza ricorrere a cure speciali, mentre circa 1 persona su 6 sviluppa difficoltà respiratorie e deve ricorrere alle cure in ospedale.
I pazienti più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e le persone affette da altre patologie come il diabete e le malattie cardiache. Anche i pazienti oncologici e tutti i pazienti con compromissione del sistema immunitario possono sviluppare malattia respiratoria acuta.

La trasmissione

Il nuovo Coronavirus può essere trasmesso da persona a persona, tra familiari o in ambiente sanitario, a seguito di un contatto con una persona infetta. Essendo un virus respiratorio si diffonde attraverso droplets, piccole goccioline di secrezioni che vengono trasmesse con il respiro e che nel caso di persone infette sono portatrici del virus. Ne consegue che la principale modalità di trasmissione è rappresentata dalla saliva trasmessa tossendo o starnutendo.
Anche il contatto diretto può trasmettere l’infezione, ad esempio toccando la bocca, il naso o gli occhi con le mani contaminate. In rari casi è stato osservato anche il contagio attraverso la contaminazione fecale.
Sono comunque in corso diversi studi per comprendere al meglio le modalità di trasmissione.
Attualmente è considerato pericoloso ai fini dell’infezione stare a stretto contatto o nello stesso ambiente chiuso con un caso sospetto o confermato di COVID-19, dove con stretto contatto si intende stare faccia a faccia con la persona infetta ma anche vivere nella stessa casa, o aver viaggiato ad esempio in aereo nella stessa fila o nelle due file antecedenti o successive con un paziente infetto.
Sono da ritenersi a rischio tutti i contatti avvenuti entro un periodo di 14 giorni prima o dopo la manifestazione della malattia nel soggetto preso in esame.
La trasmissione da persone asintomatiche è considerata possibile ma poco frequente.

La malattia non si trasmette invece con gli alimenti, che devono comunque essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche e attraverso gli animali da compagnia che al momento non sono considerati vettori di infezione anche se si consiglia di lavare accuratamente le mani dopo il contatto.

La diagnosi

Test per diagnosi da coronavirusIl test per capire se si è affetti dal nuovo Coronavirus non prevede esami invasivi o analisi del sangue, ma è sufficiente eseguire un semplice tampone faringeo che consentirà di ricercare la presenza del materiale genetico virale nella saliva delle persone che presentano sintomi sospetti. I pronto soccorso di tutti gli ospedali e i reparti dedicati sono dotati di specifici kit per la raccolta del campione di saliva, che viene prelevato con un presidio simile ad un bastoncino cotonato sterile che viene strofinato sulla mucosa orale e poi conservato in un contenitore apposito. Il campione così raccolto viene inviato nei laboratori di riferimento Regionale che si occuperanno di fornire una prima risposta in merito alla presenza del virus. I campioni positivi devono essere rianalizzati e confermati dal laboratorio di riferimento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità.
Il test richiede un totale di 4-5 ore ed i tecnici che se ne occupano lavorano su turni dalle 6 del mattino alle 3 del mattino dopo, tutti i giorni, garantendo l’esecuzione di circa 200 esami al giorno.
Il risultato viene comunicato a tutte le autorità sanitarie competenti sia italiane che internazionali per garantire la massima informazione.
Non è necessario in questo modo svolgere alcun tipo di analisi del sangue per ricercare eventuali anticorpi legati alla presenza del virus nell’organismo. Questo tipo di esami infatti, oltre ad essere più fastidioso per il paziente, richiede tempistiche di sviluppo più lunghe e costi maggiori, risultando quindi meno sostenibile rispetto alla ricerca del materiale genetico virale tramite tampone faringeo.
Non esistono inoltre al momento kit commerciali per confermare la diagnosi di malattia COVID-19, ma è necessario rivolgersi ai laboratori di riferimento regionale.

Proteggersi dal nuovo Coronavirus, igiene e mascherine.

Mascherina CoronavirusÈ possibile ridurre il rischio di infezione, proteggendo se stessi e gli altri, seguendo alcuni accorgimenti. Secondo le indicazioni del Ministero della Salute la prevenzione da attuare è quella valida per tutte le malattie infettive e si basa sul rispetto delle comuni regole di igiene e protezione personale. Lavare spesso le mani con acqua e sapone per almeno 60 secondi o con soluzioni a base di alcol al 75% consente di eliminare in maniera efficace il virus dalle mani. Il lavaggio deve avvenire in maniera accurata e prolungata, senza tralasciare il dorso della mano e gli spazi tra le dita. È poi consigliato mantenere una certa distanza, almeno un metro, dalle altre persone, specialmente se esse tossiscono o starnutiscono, poiché il virus che è contenuto nelle goccioline di saliva può essere così trasmesso a distanza ravvicinata.
L’uso delle semplici mascherine chirurgiche aiuta a limitare la diffusione del virus in aggiunta alle comuni pratiche di igiene respiratoria e delle mani, ma sono soprattutto le persone che presentano i sintomi come tosse o starnuti a doverla indossare in modo da proteggere gli altri dall’eventuale contagio. Non è utile utilizzare più mascherine sovrapposte.
Se si vuole invece prestare assistenza a persone affette da Coronavirus è necessario dotarsi di dispositivi di protezione adeguati. In questo caso è necessario utilizzare apposite maschere facciali, dotate di filtro, con capacità filtrante almeno FFP2 (Set di 15 mascherine FFP2 consigliato: https://amzn.to/3cdXUH0), secondo la normativa in vigore nell’Unione Europea. In questo caso la protezione è infatti garantita dalla capacità filtrante dei dispositivi, in grado di trattenere le particelle aerodisperse, virus inclusi, per lo più in funzione delle dimensioni, della forma e della densità, impedendone l’inalazione.

Come pulire le superfici contaminate

Dalle prime informazioni possedute si stima che il virus possa sopravvivere per alcune ore sulle superfici inanimate, anche se l’utilizzo di disinfettanti contenenti alcol al 75% o cloro all’1% annulla la sua capacità di infettare le persone.
Attualmente è considerato sicuro ricevere pacchi dalla cina in quanto il virus non sopravvive oltre le poche ore sulle superfici contaminate.

Terapia e numero verde

Non esiste attualmente una terapia specifica per il coronavirus, ma al momento centinaia di ricercatori in Cina, Australia, America ed altre parti del mondo stanno studiando le caratteristiche del virus per produrre un vaccino efficace. Poichè grazie alla stretta collaborazione tra i paesi coinvolti è già disponibile il profilo genetico del virus, alcuni di questi studi si trovano già alla fase di sperimentazione sull’uomo, e si spera che in tempi rapidi saranno in grado di fornire un efficace strumento di prevenzione.
È invece assolutamente sconsigliato prendere antivirali senza prescrizione medica in quanto si corre il rischio di coprire eventuali sintomi della comparsa della malattia. Anche gli antibiotici non sono efficaci contro il nuovo Coronavirus.
In caso di dubbi relativi ai contatti con persone affette da malattia respiratoria è attivo a livello nazionale il numero gratuito 1500, attivo 24 ore su 24, il 112 o i numeri verdi attivati da ogni regione per fornire indicazioni al riguardo. Non è consigliato invece recarsi in ospedale o dal proprio medico di base di propria spontanea volontà perché così si corre il rischio di esporre gli altri pazienti ed i sanitari al rischio di contagio.

Cosa stiamo facendo per contenere la diffusione del virus?

In Italia è attualmente in vigore lo stato di “Emergenza internazionale di salute pubblica”, emanato dall’OMS il 31 gennaio 2020. Questo ci consente di tenere una sorveglianza attiva in collaborazione con i diversi paesi europei per contenere nel modo più efficace possibile il contagio.
Nel nostro Paese in particolare è attiva una rete di sorveglianza sul nuovo coronavirus attraverlo al quale sono stati attivati controlli e screening sotto il coordinamento di una apposita task force ministeriale.
Sono attualmente posticipati tutti i voli da e per la Cina e Taiwan con la sospensione del traffico aereo, a partire dal 30 gennaio e tutti i viaggiatori provenienti dalle aree a rischio devono rispettare dal 21 febbraio 2020 la permanenza domiciliare fiduciaria, detta quarantena, con sorveglianza attiva da parte delle autorità sanitarie. Se all’interno di un volo di qualsiasi provenienza dovesse essere presente un caso sospetto di nuovo coronavirus individuato in base ai sintomi clinici e alle informazioni epidemiologiche, viene immediatamente adottata una procedura di emergenza che prevede il trasferimento del paziente in isolamento presso una struttura ospedaliera designata e la tracciatura dei contatti stretti. In tutti gli aeroporti è stato diffuso materiale informativo per i viaggiatori internazionali, in italiano, inglese e cinese.
L’ordinanza del Ministro della Salute prevede invece per il territorio italiano che tutte le persone che nei 14 giorni precedenti al 21 febbraio abbiano fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato nelle aree interessate dall’epidemia devono interfacciarsi con l’Autorità sanitaria territorialmente competente, informando il dipartimento di prevenzione della propria ASL, il quale provvederà a garantire l’osservazione domiciliare per ulteriori 14 giorni.
Strutture di isolamento per quarantena da CoronavirusTutti i casi sospetti che manifestano sintomi respiratori sono posti in isolamento in strutture apposite all’interno di ospedali di alta specializzazione, dove possono ricevere le cure adeguate sotto stretta osservazione.

Al fine di prevenire la trasmissione del virus il Centro Nazionale Sangue ed il Centro Nazionale Trapianti hanno disposto dei criteri di sospensione temporanea dei donatori di sangue che provengono dalle aree interessate da focolai del nuovo Coronavirus.
Si tratta di sospensioni in via del tutto precauzionale in quanto non risulta documentato nessun caso di trasmissione del virus per via trasfusionale ma necessaria per proteggere tutte le persone che ogni giorno hanno bisogno di terapie trasfusionali.

Come devono comportarsi i donatori di sangue?

Nel rispetto delle disposizioni standard in vigore per tutti i donatori di sangue, non è possibile procedere alla donazione se non si è in buone condizioni di salute, escludendo temporaneamente tutte le persone che manifestano anche solo un raffreddore non collegato con il nuovo Coronavirus.
In aggiunta a queste disposizioni devono astenersi dalla donazione per 28 giorni tutte le persone che sono recentemente tornate da un viaggio nella Repubblica Popolare Cinese, o che pensino di essere state esposte al rischio di infezione in uno degli altri focolai attivi in Italia e nel Mondo.

Indicazioni per non farsi prendere dal panico

Nonostante l’epidemia COVID-19 sembri raggiungere ogni giorno nuovi paesi sul nostro pianeta, riguardando un numero sempre crescente di persone, è importante cercare di non farsi prendere dal panico.
Un primo atto che tutti possiamo compiere è quello di tenere a mente i numeri che indicano per il nuovo Coronavirus un tasso di mortalità attualmente più basso rispetto ad alcuni parenti stretti come la SARS, la polmonite virale che nel 2003 causò 774 morti.
Un’altra iniziativa molto importante che possiamo seguire è quella di aderire al vaccino antinfluenzale della campagna di vaccinazione 2019/2020. Vaccinarsi contro l’influenza non protegge dal Coronavirus, ma potrebbe aiutare a distinguere i casi e soprattutto a non sovraffollare gli ospedali che in questo momento stanno lavorando a pieno regime.
Infine è importante ricordare che il Ministero della Salute, la Protezione Civile, le Regioni, e il Sistema Sanitario Nazionale e regionale stanno affrontando con grande rigore, attenzione e tutte le risorse necessarie la situazione in corso.